Il piatto simbolo della cucina alpina trentina, nato come recupero del pane raffermo e diventato un classico delle tavole d’autunno. Il pane ammollato nel latte si lega alle uova e allo speck, mentre il Trentingrana grattugiato dà sapidità e tiene insieme l’impasto. Si servono nel brodo caldo, che ne esalta la morbidezza.
Ingredienti
Per 4 porzioni
| INGREDIENTI | QUANTITÀ |
| Pane raffermo | 250 grammi |
| Latte | 200 ml |
| Uova | 2 |
| Speck | 100 grammi |
| Trentingrana grattugiato | 40 grammi |
| Farina 00 | 40 grammi |
| Cipolla | 1 |
| Burro | 20 grammi |
| Brodo di carne | 1,5 litri |
| Prezzemolo fresco | q.b. |
| Erba cipollina | q.b. |
| Sale | q.b. |
| Pepe nero | q.b. |
Preparazione
- Tagliare il pane raffermo a cubetti piccoli e raccoglierlo in una ciotola. Sbattere le uova con il latte tiepido, un pizzico di sale e una grattugiata di noce moscata, versare sul pane e lasciare ammorbidire per una mezz’ora.
- Tritare la cipolla e rosolarla nel burro con lo speck tagliato a dadini. Unire il tutto al pane ammollato insieme al Trentingrana, alla farina e al prezzemolo tritato, regolare di sale e pepe e impastare con le mani fino a ottenere un composto omogeneo. Formare palline della grandezza di un mandarino.
- Portare il brodo a leggera ebollizione e calarvi i canederli, cuocendoli per circa quindici minuti a fuoco dolce senza mescolare. Servirli caldi nel brodo di cottura, completando con erba cipollina tagliata fine.
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